Facci vedere Chi sei!

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Monte Tabor, Chiesa della Trasfigurazione

 

come in un pellegrinaggio… quando ti senti Chiamato, quando tutti quei segnali che sembrano coincidenze diventano in un battibaleno Dio-incidenze, quando i soldi che hai messo da parte sono quelli giusti giusti per partire. come quando inizi a raccontare che non hai deciso niente tu, ma ti sei sentito condotto non sai come in quel luogo e, sopraffatto, nonostante lo spiazzamento iniziale, sei partito e hai sperimentato la gioia. come quando arrivi a destinazione, e hai la sensazione inspiegabile che Qualcuno era lì ad aspettarti, e ne fai esperienza. come quando hai progettato di passare le vacanze a Santorini e ti ritrovi a Gerusalemme. è ciò che mi è successo un pò di anni fa: mentre pensavo alla più potente crema abbronzante con alto contenuto di olio di jojoba da potermi spalmare sulla spiaggia all’ora di punta, mi sono ritrovata tra i tornanti ripidi del monte Tabor a fare esperienza di un’altra ORA DI PUNTA, a fare i conti con un altro Sole, che non ti scotta e non ti folgora, ma che ha il potere di farti diventare raggiante (Cfr Sal 33, 6).

deve essere stato così per quei tre apostoli ritrovarsi sul Tabor: disorientante. perché non è nel mentre, ma sempre solo dopo che sei tornato a casa che hai la consapevolezza che da quel pellegrinaggio sei tornato un tantino diverso. forse un po’ trasfigurato.

mi pare che la montagna sia il luogo prediletto per certe rivelazioni, o per certi anticipi. a Lui piace sempre giocare così: tu pensi di andare al mare e invece ti porta in montagna! cari Pietro, Giacomo e Giovanni… io vi capisco! ma come si possono sentire dei pescatori, abituati ad odorare di sale, a respirare aria umida e carica di sodio, a scansar sassi per scalare montagne dall’aria pungente e sopraffina?  Temperamenti impetuosi -i figli del tuono- e personalità rocciose -la pietra- che finiscono per contare i passi dietro ad un Maestro che ha uno sguardo troppo solenne per dirgli no! pronto a ricordargli, nell’eventualità: “Beati i miti perchè erediteranno la terra!” (Mt 5, 5).

vi capisco se arrivati lassù vi sarete sentiti un pò oppressi dal sonno…

la vostra stanchezza la riconosco: è la stessa che vi assalì quel giovedì sera, quando, rannicchiati sotto quei profumati ulivi, vi trovò addormentati (Cfr. Marco 14, 40). secondo me vi siete addormentati perchè non avevate capito molto bene cosa vi aveva detto circa una settimana prima dell’esperienza montanara. ma si sa, il Maestro ha sempre avuto una certa propensione per il parlare in modo velato… (Gv 16, 25)

ettecredoooo! chi sopporterebbe mai certi discorsi? che devi soffrire, essere rifiutato, morire? che devi prendere ogni giorno la tua croce? che senso ha perdere la propria vita per salvarla? (Lc 9, 22-24)

mai, però che vi fosse venuto in mente di dirGli: “Facci vedere Chi sei!”, sono confuso!, “il tuo volto, Signore, io cerco, non nascondermi il Tuo volto” (Sal 26)

niente, Lui capisce e fa tutto in silenzio. tu, caro Pietro, avresti urlato a squarciagola: “LEI-NON-SA-CHI-SONO-IO!!!!”

invece, che Lui è Dio davvero, lo capisci proprio da questo silenzio…  Con lo stesso amore e la stessa delicatezza Dio si era manifestato a Mosè e ad Elia: quando Dio passò davanti a Mosè nella spaccatura della roccia, lo ha protetto con la Sua mano perchè non sarebbe stato capace di sopportare quel passaggio; quando Elia si trovò davanti all’apertura della roccia, Dio non venne nel vento fortissimo per travolgere, né nel terremoto per distruggere, né nel fuoco per bruciare, bensì nel lieve sussurro, ed Elia si salvò.

verrebbe da dire tale Padre, tale Figlio. l’Antica Alleanza che diventa Eterna Alleanza! Chapeau!

ed è per questo che in preghiera chiama Mosè ed Elia a stare sul monte con Lui, perchè uno Sposo ha sempre bisogno dei suoi testimoni quando si tratta di sbrigare faccende importanti. eccoli lì, schierati: la Legge, i Profeti e Colui che ha bisogno di essere riconosciuto e contemplato come compimento di tutto questo. Signore e signori, ecco a voi la Luce del mondo (Cfr Gv 8, 12). quando il gioco si fa bello, i belli cominciano a trasfigurarsi…

tranquillo Pietro, anche io sarei caduta con la faccia a terra (Cfr Mt 17, 4) a quella visione…

bianco che più bianco non si può!! niente a che vedere col Dash, ma nemmeno con le più rigorose leggi della termodinamica sull’irraggiamento. Bianco che sa di Bellezza, e la Bellezza vera non ha termini di paragone, non ha libretto di istruzioni, non la puoi spiegare. la Bellezza Vera la puoi solo contemplare…

raccontatemi… che effetto fa guardare il Sole senza sentire gli occhi che bruciano, senza che inizino a lacrimare per la troppa luce? che effetto fa fissare la Luce e non avere minimamente voglia di distogliere lo sguardo? bello, eh?

“ferma l’attimo, aspetta!, vorrei farti una foto, non sparire, non te ne andare, rimani così.. vorrei che questo momento non finisse mai, è bello per noi stare qui, facciamo tre tende (Cfr Luca 9, 33). certo, perchè quando sei felice vorresti che durasse per sempre…

ma ancora non avete capito che sono solo piccoli MOMENTI DI GLORIA? piccole prefigurazioni di un tempo che verrà?

gli orologi di Dio sono sempre sincronizzati, eccolì lì insieme all’istante, Tre in Uno. giusto il tempo di farsi avvolgere dalla nube e di farsi rammentare che quella imbarazzante- talmente è bella- Figura è il Figlio, è Dio!, bisogna ascoltarlo e poi di corsa giù, a valle. ci aspetta la croce, ci aspetta la passione, diciamolo… ci aspetta la morte!

i vecchi proverbi non si sbagliano mai: se bello vuoi apparire, almeno un pò devi soffrire!

Elettra

perchè la sofferenza d’amore non si cura se non con la presenza della Sua Figura…

 

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